Scienza
Agire sulla segnalazione infiammatoria all’interno della cellula
L’approccio di Carocell Bio combina inibitori peptidici della MAP chinasi p38α con la somministrazione tramite nanoparticelle. L’obiettivo è studiare come la modulazione della segnalazione infiammatoria possa sostenere terapie future.
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Il bersaglio p38α MAPK
Secondo la descrizione dell’azienda, stimoli esterni come il lipopolisaccaride (LPS) o i raggi UV attivano una cascata di chinasi (MAPKKK → MAPKK → p38α) che porta al rilascio di citochine infiammatorie, tra cui IL-1β, IL-6 e TNF-α.
Lo schema pubblicato dall’azienda mostra anche un circuito di retroazione in cui le citochine rilasciate possono riattivare la cascata. I peptidi di Carocell Bio sono progettati per inibire l’attivazione di p38α in questa cascata.
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Nanoparticelle per la pelle
L’azienda combina i suoi peptidi con nanoparticelle con l’obiettivo di formulazioni topiche: è descritta una crema per JEL0305 e un concetto di spray sterile per JEL3108 nei contesti di lesione cutanea.
Le fonti esaminate non presentano percentuali di penetrazione cutanea né dati sulle prestazioni di rilascio, e qui non ne viene mostrato alcuno.
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Risultati cellulari comunicati dall’azienda
La pagina di ricerca presenta dati dose-risposta in cui cellule stimolate con LPS sono state esposte a diverse concentrazioni di peptide, con un indice di infiammazione misurato come TNF-α.
Sono risultati in vitro comunicati dall’azienda. Indicano una direzione di ricerca, non un effetto clinico.
Come leggere questa evidenza
Gli studi cellulari e su tessuto ex vivo sono preclinici. Possono orientare la prosecuzione di un programma, ma non possono stabilire che un trattamento funzioni o sia sicuro nelle persone.
